dietro gli astri ci siamo…

Ci siamo noi, con tutto quello che ci capita, sia a livello visivo e visibile, che a livello non visivo e invisibile.

A scuola sono giorni di ripasso, di chiusura,  di bilanci, di archiviazione.

Siamo tutti un poco stanchi, ma più che stanchi direi distratti, e tra le distrazioni generali, ci scappa pure la prima nota.

La nota come strumento di estrema ratio,  come  occasione per dire “Questo proprio non dovevi dirlo, questo proprio non dovevi farlo…”

Fin che si tratta di cose banali  vien  quasi voglia di riderci sopra,  che il giorno dopo la cosa spiacevole o fuori luogo, è già stata dimenticata.

E’ finito un anno di lavoro; l’ultima settimana sarà un continuo ripetere  cose già dette, già suggerite, già raccomandate.

Ma oggi, invece, è stata l’ennesima occasione di  raccontare una cosa assolutamente nuova; quella di spiegare che ci sono ben 12 pianeti, che di questi dieci sono conosciuti ma due ancora da scoprire e studiare. Sono stati chiamati in via convenzionale e pare provvisoria,  Proserpina ( od Eris)   e  …..( devo fare delle ricerche in proposito).

Quelli conosciuti e in parte assai noti,  li abbiamo messi in fila, dal più veloce al più lento, dal più noto  al più lontano e di recente  approfondimento. Essi sono: sole, luna, mercurio, venere, marte, giove, saturno, urano, nettuno e plutone. Poi c’è il nodo lunare. Poi c’è il punto di fortuna. Poi c’è il Karma. Poi ci sono le stelle fisse.

Ebbene, il quadro per quanto complesso  non è ancora completo. Fino a che i due grandi assenti non verranno adeguatamente scoperti e catalogati, noi restiamo un meccanismo in parte sconosciuto e indecifrato.

All’atto della nascita i nostri genitori ci hanno registrato con una data, un luogo e un’ora (spesso questi dati vengono alterati per superficialità od opportunismo, ma non andrebbe mai fatto).

In questi tre dati sta il nostro quadro natale. Dentro questo quadro natale ci andiamo a mettere i suoi inquilini, cioè i dieci pianeti noti (meno i due mancanti) che tra loro vanno a formare degli aspetti, detti sestili, trigoni, quadrati, opposizioni e congiunzioni.

Dentro questi legami si intreccia e si intesse la nostra vita, le cose belle o brutte che andranno a determinare il nostro vissuto.

Altro che bassa marea e alta marea, altro che esplosioni vulcaniche e tettoniche, altro che cadute di stelle tra le intergalassie celesti.  Qui stiamo parlando di intere umanità che nascono, crescono  e muoiono, segnate ossia tracciate da un organismo  palpitante  che sono le nostre vene, le nostre ossa, i nostri muscoli   ed   i nostri nervi…

Libero arbitrio o inesorabile destino? La solita domanda che ci assilla: siamo liberi di fare quello che vogliamo o liberi di fare quello che possiamo? E possiamo fare perché ci rendiamo consapevoli e determinati, o possiamo fare perché le circostanze esterne ce ne forniscono l’opportunità???

I miei bambini di terza sono ancora troppo piccoli per questi arzigogolati discorsi di filosofia, ma ci arriveranno da soli,  con le tappe della crescita.

In un attimo mi circondano di domande: io sono capricorno, chi mi governa? ed io? ed io? dimmi maestra, io cosa sono…

Ma la campana è già suonata, e la lezione astratta  sulle cose che influenzano il concreto,  per ora si chiude.

Non ho il tempo di rispondere e spiegare  che noi siamo quello che siamo stati chiamati ad essere, che altrimenti saremmo nati per nulla…

 

 

 

 

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