power point collettivo e altro…

Dopo avere fatto lavorare i bambini sulla mappa ambientale, dopo avere coinvolto i loro stessi genitori che forse hanno appreso loro stessi qualcosa di nuovo, dopo avere parlato in classe del lavoro svolto a casa, dopo avere invitato i bambini stessi ad esporre in classe la loro stessa mappa, dopo avere scritto le loro stesse riflessioni, dopo avere discusso sui limiti di un sistema e sui vantaggi di un altro, dopo avere apprezzato le fatiche di ognuno…

tutto quanto finisce dentro un power point collettivo, completo di firme.

Si lascia ai posteri,  in eredità  a quanti e a coloro che potranno prendere idee di lavoro.

Un  Grazie speciale ai genitori che non si sono spaventati per la novità, che si sono saputi mettere in gioco accanto ai loro stessi ragazzi,  con qualunque mezzo, come è stato possibile loro di  fare.

Un grazie speciale ai bambini  che  nonostante il pochissimo tempo dedicato a scuola all’informatica, quasi strappato alle mille esigenze generali, hanno voluto e saputo dare la loro energia, la loro curiosità, il loro entusiasmo…

E questo non è che un “briciolissima”  nel mare magnum dell’infinito web didattico tutto da costruire con la collaborazione di tutti.

Bravi!

qui

 

che appena mi sarà possibile si completerà di un video…

Vorrei solo aggiungere la mia riflessione personale; che ha pensato o pensa che questo modo di fare scuola è superfluo o sporadico, dovrà nel tempo ricredersi.

I vostri ragazzi vi obbligheranno a ripensare una scuola nuova e possibile, sempre più tecnologica, che già è in parte reale, che già è in parte operativa, che già riscuote successo ovunque genitori, alunni e docenti decidono insieme di portarla avanti.

Nella scuola media inferiore e superiore si sta sperimentando la così detta la didattica capovolta, che fa  fare scuola a casa e fa fare i compiti a scuola. L’avete già sentita nominare? Se ci fosse la possibilità di attuare una cosa simile anche nella scuola primaria,  io mi candiderei tra le prime insegnanti disponibili.

Il provveditorato di alcune province  l’ha riconosciuta  e la sta organizzando negli Istituti scolastici che decidono di organizzarla.

L’uso  della tecnologia  nel contesto educativo/formativo aiuta il bambino a diventare autonomo, a scoprire/maturare   personali interessi, a mettersi alla prova, a lavorare secondo i propri tempi di apprendimento; a sentire i genitori come i propri naturali e diretti sostenitori (e non come giudici di cui si può temere il giudizio), a sentire i docenti come collaboratori e persone specializzate che  soccorrono chiunque decidesse il suo impegno (e non come giudici di cui si teme il giudizio); a intrecciare relazioni, a fare esercizi molteplici e ripetuti che danno nel tempo capacità di fare, fino a diventare nel tempo competenze ossia capacità di essere.

Le relazioni che si intrecciano sulla rete, attraverso i forum scolastici piuttosto che le proposte di settore, non sono assolutamente relazioni virtuali e devianti, ma relazioni reali e vissute nel concreto, perchè il bambino ha modo di capire che  ” la tua maestra è quella che leggi sulla rete ma è anche la stessa che poi  a scuola ti parla, ti riprende, ti conosce giorno dopo giorno.”

Il bambino impara che tutto quello che fai via web non è una cosa che non c’è e tanto non conta, ma è una cosa che c’è e che porta le sue conseguenze.

Comprendete, cari genitori? Sarebbe anche un modo per sconfiggere il cyberbullismo o il cosiddetto “pericolo della rete”, che voi tanto temete, che non va mai sottovalutato, ma bensì prevenuto.

Vi lascio alle vostre meritevoli e preziose considerazioni.

Intanto  la rete continua il suo lavoro.

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