Archivio mensile:Mag 2014

relazione di un anno di vita

dietro gli astri ci siamo…

Ci siamo noi, con tutto quello che ci capita, sia a livello visivo e visibile, che a livello non visivo e invisibile.

A scuola sono giorni di ripasso, di chiusura,  di bilanci, di archiviazione.

Siamo tutti un poco stanchi, ma più che stanchi direi distratti, e tra le distrazioni generali, ci scappa pure la prima nota.

La nota come strumento di estrema ratio,  come  occasione per dire “Questo proprio non dovevi dirlo, questo proprio non dovevi farlo…”

Fin che si tratta di cose banali  vien  quasi voglia di riderci sopra,  che il giorno dopo la cosa spiacevole o fuori luogo, è già stata dimenticata.

E’ finito un anno di lavoro; l’ultima settimana sarà un continuo ripetere  cose già dette, già suggerite, già raccomandate.

Ma oggi, invece, è stata l’ennesima occasione di  raccontare una cosa assolutamente nuova; quella di spiegare che ci sono ben 12 pianeti, che di questi dieci sono conosciuti ma due ancora da scoprire e studiare. Sono stati chiamati in via convenzionale e pare provvisoria,  Proserpina ( od Eris)   e  …..( devo fare delle ricerche in proposito).

Quelli conosciuti e in parte assai noti,  li abbiamo messi in fila, dal più veloce al più lento, dal più noto  al più lontano e di recente  approfondimento. Essi sono: sole, luna, mercurio, venere, marte, giove, saturno, urano, nettuno e plutone. Poi c’è il nodo lunare. Poi c’è il punto di fortuna. Poi c’è il Karma. Poi ci sono le stelle fisse.

Ebbene, il quadro per quanto complesso  non è ancora completo. Fino a che i due grandi assenti non verranno adeguatamente scoperti e catalogati, noi restiamo un meccanismo in parte sconosciuto e indecifrato.

All’atto della nascita i nostri genitori ci hanno registrato con una data, un luogo e un’ora (spesso questi dati vengono alterati per superficialità od opportunismo, ma non andrebbe mai fatto).

In questi tre dati sta il nostro quadro natale. Dentro questo quadro natale ci andiamo a mettere i suoi inquilini, cioè i dieci pianeti noti (meno i due mancanti) che tra loro vanno a formare degli aspetti, detti sestili, trigoni, quadrati, opposizioni e congiunzioni.

Dentro questi legami si intreccia e si intesse la nostra vita, le cose belle o brutte che andranno a determinare il nostro vissuto.

Altro che bassa marea e alta marea, altro che esplosioni vulcaniche e tettoniche, altro che cadute di stelle tra le intergalassie celesti.  Qui stiamo parlando di intere umanità che nascono, crescono  e muoiono, segnate ossia tracciate da un organismo  palpitante  che sono le nostre vene, le nostre ossa, i nostri muscoli   ed   i nostri nervi…

Libero arbitrio o inesorabile destino? La solita domanda che ci assilla: siamo liberi di fare quello che vogliamo o liberi di fare quello che possiamo? E possiamo fare perché ci rendiamo consapevoli e determinati, o possiamo fare perché le circostanze esterne ce ne forniscono l’opportunità???

I miei bambini di terza sono ancora troppo piccoli per questi arzigogolati discorsi di filosofia, ma ci arriveranno da soli,  con le tappe della crescita.

In un attimo mi circondano di domande: io sono capricorno, chi mi governa? ed io? ed io? dimmi maestra, io cosa sono…

Ma la campana è già suonata, e la lezione astratta  sulle cose che influenzano il concreto,  per ora si chiude.

Non ho il tempo di rispondere e spiegare  che noi siamo quello che siamo stati chiamati ad essere, che altrimenti saremmo nati per nulla…

 

 

 

 

imparare giocando

…è una cosa assolutamente SERIA   🙂

NEXED

di corsa, senza fiato

tante storie, una e centomila

idee per tesine, tesone, tesacce…

qui  da Didatticarte

Lasciamoli liberi

Nel 1970 andavano a scuola a piedi e da soli l`80% dei bambini inglesi dai 6 agli 11 anni, nel 1990 solo il 10%.
Da recenti ricerche del CNR risulta che in Italia vanno a scuola a piedi senza essere accompagnati il 12% dei bambini di scuola elementare mentre il 70% viene accompagnato in macchina.
Le percentuali di autonomia calano all`8% al nord e crescono al 30% al sud; sono più basse quando i genitori hanno un titolo di studio più alto. Altre ricerche italiane ci dicono che solo il 50% dei ragazzi di scuola media va a scuola senza l’accompagnamento adulto. Questa situazione dà luogo a situazioni assurde: i nostri ragazzi ricevono il motorino senza mai aver sperimentato la libertà e la responsabilità di spostarsi senza il controllo degli adulti.
I bambini vivono la loro giornata fra scuola, casa, corsi pomeridiani e TV; sono sempre assistiti e vigilati da adulti, sia a scuola che nelle attività pomeridiane. È diventato per loro impossibile vivere esperienze di scoperta, esplorazione e avventura: è quindi per loro impossibile una vera esperienza di gioco. L`adulto che accompagna il bambino nelle varie tappe della sua giornata non può permettergli di correre rischi, ma il rischio è una condizione necessaria per procedere nello sviluppo delle capacità e delle competenze.
Affrontando gli ostacoli e mettendo alla prova le sue competenze, il bambino non si espone mai al di là delle sue capacità e può provare la soddisfazione del superamento delle varie prove. Non potendo mai correre rischi per la presenza vigile degli adulti, il bambino non può verificare e consolidare le sue capacità e competenze e accumula un grande desiderio di rischio inespresso che rischia di esplodere anche in forme pericolose quando il controllo dell`adulto non sarà più possibile.
L`unica possibilità per i bambini di sperimentare le loro capacità, esplorare l’ambiente, scoprire cose nuove, elaborare criteri di controllo del rischio, norme di organizzazione del tempo e dello spazio è che possano avere periodi di tempo nei quali incontrarsi fuori casa, con altri bambini e senza la presenza di adulti incaricati della loro sorveglianza.
Andare a scuola con i compagni e non con i genitori, uscire nel pomeriggio per giocare, andare al negozio per fare compere, andare da soli in piscina, vanno considerate esperienze di grande valore.
È importante che l`autonomia dei bambini cresca con loro a partire dai primi giorni di vita e senza mai interrompersi: meglio una coperta del box, perché dalla coperta si può uscire e dal box no; più tardi uscirà dalla porta di casa per giocare sulle scale o sul pianerottolo, poi in cortile, poi sul marciapiedi e poi sempre più lontano man mano che le sue capacità glielo permetteranno.
Questi momenti di organizzazione autonoma del tempo e dello spazio permetteranno anche di muoversi liberamente evitando il rischio di obesità, di elaborare meccanismi di controllo dello spazio, del tempo e di difesa di fronte ai pericoli, indispensabili per evitare i troppo frequenti incidenti dell`adolescenza.
Francesco Tonucci, “Un pediatra per amico”, n. 4, luglio-agosto 2011

ribloggato da Diapason

NIETZSCHE

NIETZSCHE

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.