Archivio mensile:febbraio 2014

l’alfabeto del maestro

A come Accoglienza  (ben arrivato)

B come Bellezza   (noi siamo la cosa più bella del mondo)

C come Collattività  (il tuo problema è il mio problema)

D  come Diversità  (siamo tutti diversi)

E  come  Esperienza  (fare fare fare)

F come Flessibilita’  (posso cambiare programma)

G come  Gradualità  (andare per passo dopo passo)

I come Inclusività  (tutti per uno uno per tutti)

L come Lentezza  (chi va  piano ….)

M come  Memoria  (noi siamo quello che siamo stati)

N come  Navigare  ( viva  la rete)

O come Opportunità  (per tutti democraticamente)

P come  Personalizzazione  (fai tuo secondo la tua necessità)

Q come  Quaderno  ( fogli bianchi da riempire di cose buone)

R come Ridondanza  ( non si ripete mai abbastanza)

S come Significatività  ( capire quello che si sta facendo)

T come Tempestività  ( prevenire è meglio che curare)

U come  Unitario  ( basta  con le frammentazioni)

V  come  Variabilità  ( tutto può essere la buona idea che aspettiamo)

Z come  Zero problemi ( tutto può essere risolto con il giusto atteggiamento)

non è mai troppo tardi

 

 

 

i suoi alunni dicono di lui

il suo paese dice di lui

più fanno, più farebbero

I  principi della didattica  sono tanti, ma tra tutti ne prediligo tre:  il principio dell’affettività, quello della collattività  e quello della inclusività.

Ai seminari sentiamo sempre dire da eminenti burocrati che stanno dentro il sistema ma con la pretesa d’essere critici verso di esso, che  il nostro impianto teorico (quello pedagogico) è senza dubbio il più ben fatto del mondo;  ma poi ci dimostriamo nella pratica profondamente lontani dall’essere capaci di tradurlo in attività didattiche che sappiano rifletterlo.

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una catena di pensiero

Dunque, tutto si evolve nel senso che quello che scopriamo oggi dipende da quello che è stato scoperto ieri.

Nella storia della pedagogia  facciamo la conoscenza di  J. Piaget che comincia a raccontarci che il bambino apprende per stadi mentali, e che a zero  anni si comporta in una certa maniera, ma poi a due in un’altra e poi  cambiando a sei, e così  di seguito…

Ci dice in poche parole: se il suo cervello funziona così, basta fargli fare e fargli imparare secondo quello che più  si adatta alla sua fase evolutiva.

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insegnanti dell’altro mondo

San Cristobal de las Casas – Chiapas
Sabato scorso ci siamo trovati a fare la programmazione per la settimana dalle 20.30 alle 22.30, felici di farlo e ringraziandoci per la disponibilità! Abbiamo parlato di ogni bambino, dei suoi punti di forza e di debolezza e abbiamo fissato gli obiettivi fino a Natale. Questi sono stati dati alle famiglie durante l’assemblea. Quando arriva un nuovo alunno si fa un colloquio coi genitori, si chiede loro anche com’è nato il bambino, se è stato desiderato.. tutti i particolari contano per comprenderli!
Certo il rapporto bambini – accompagnanti è vincente rispetto al nostro (nella pubblica sono tra i 30 e i 40 per classe invece!), ma non ci sono neppure tanti insegnanti a voler essere sottopagati, anche rispetto allo stipendio di un insegnante messicano!
Mi sento diversa qui, forse perché ho meno responsabilità e mi sento più libera o forse perché mi sento più libera e basta in questa città, in questa scuola e fare scuola non mi pesa, lo faccio volentieri, poi ci si confronta, ci si da una mano, ci si sostituisce quando ce n’è bisogno. Certo, il numero dei bambini lo permette, ma del resto gli accompagnanti hanno deciso di lavorare così, con questi numeri e con uno stipendio ridotto, con molta elasticità, in un sistema in costante e continuo divenire.
Magari questa può essere davvero una nuova strada per formare la nuova società di domani!

 

Ad ogni modo sono molto curiosa di vedere a che punto arriveremo a fine anno!

La terra vuole salire

La terra vuol salire. Collisioni di continenti sollevano le catene montuose. Da qui la spinta degli scalatori a percorrere la superficie terrestre fino agli ultimi gradini. Scalare è un moto che asseconda la geografia, ne raggiunge i bordi insaccati nella nebbia.
Erri De Luca, Intervento a Roma nel 2006 al Festival Internazionale della Letteratura

GESTIRE BENE: ANCHE QUESTO CONTA

STRUMENTI PRATICI PER GESTIRE BENE LA SCUOLA