Archivio mensile:gennaio 2014

qui raccontano i bambini con la voce dei grandi

giacomo cutrera

giustizia

La giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ognuno quello di cui ha bisogno.

 

IL SEMINARIO FAT

insegnare o addestrare? educare o scaricare?

rispetto della funzione insegnante

didattica dell’errore

didattica personalizzata

didattica della responsabilità

la didattica complessa

LA DIDATTICA COMPLESSA

il processo di certificazione

Il processo di certificazione

Storie di vita scolastica

storie di vita scolastica

 

tu lo sai che cosa sei?

Ogni momento che viviamo è un momento nuovo e unico dell’universo, un momento che non tornerà più…
E cosa insegniamo ai nostri figli? Insegniamo loro che due più due fa quattro e che Parigi è la capitale della Francia.
Quando insegneremo loro anche che cosa sono?
Dovremmo dire loro:
“Tu lo sai che cosa sei?
 Sei una meraviglia. Sei unico.
In tutti gli anni che sono passati non c’è mai stato un altro bambino come te.
Le tue gambe, le tue braccia, le tue dita abili, il modo in cui ti muovi.
Potrai diventare uno Shakespeare, un Michelangelo, un Beethoven.
Hai le potenzialità per tutto.
Sì, sei una meraviglia.
E quando crescerai, potrai allora far del male a un altro che è, come te, una meraviglia?”
Occorre lavorare – tutti noi dobbiamo lavorare – affinché il mondo sia degno dei nostri figli.
Pablo Casals , in Chocolate Caliente para el Alma – (trad. G. Carro © 2010)

scuola su, scuola giù

 

La scuola peggiore si limita ad individuare capacità e meriti fin troppo evidenti; la scuola migliore scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

La scuola peggiore è quella che esclama: “meno male, ne abbiamo bocciati 7, finalmente abbiamo una bella classetta”; la scuola migliore è quella che dice: “che bella classe! non ne abbiamo perso nemmeno uno”.
La scuola peggiore è quella che dice: “qui si parla solo se interrogati”; la scuola migliore è quella che dice: “qui si impara a fare domande”.
La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare”; la scuola migliore è quella che dimostra che questa è un’idea veramente stupida.
La scuola peggiore è quella che prefersice il facile al difficile; la scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.
La scuola peggiore è quella che dice: “ho insegnato matematica io? sì; la sai la matematica tu? no: 3, al posto”; la scuola migliore è quella che dice: “mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato”.
La scuola peggiore è quella che dice: “tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io”; la scuola migliore è quella che dice: “qui si impara solo a usare la testa”.
La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre; la scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.
La scuola peggiore dice: “ah, com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio”; la scuola migliore se li ricorda bene quei tempi e lavora perché non tornino più.
La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti; la scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.