Archivio mensile:Mag 2013

mondo edmodo

Giusto due parole per spiegare meglio cos’è Edmodo, con i limiti dettati dalla  mia inesperienza.

Si tratta di una piattaforma digitale pensata per operare con gruppi di studenti in ambiente protetto. Visivamente si presenta con uno spazio centrale  dove appaiono i messaggi, racchiuso fra due riquadri di servizio, a destra e a sinistra.

Immagine_Edmodo

Operativamente, l’insegnante crea un “gruppo” (nell’immagine ha il nome della classe) ed invita i suoi studenti. All’interno del gruppo, la comunicazione può essere molti-a-molti (il docente a tutti, uno studente a tutti) oppure discreta, fra insegnante e studente. Non, però fra studente e studente. Il cyberbullismo non ha spazio, in questo tipo di dinamica.

Oltre a dialogare con il docente, gli studenti possono inviare allegati sotto forma di documenti che l’insegnante annota online e rispedisce al mittente (anche nella modalità uno-a-uno).

La piattaforma offre altri utili strumenti: innanzitutto una biblioteca condivisa dove si possono conservare  presentazioni, documenti, immagini; un calendario dove segnare le scadenze del lavoro domestico e le date delle verifiche; la possibilità di creare quiz; la possibilità di gestire valutazioni (una parte della piattaforma che non ho ancora esplorato, questa) proteggendo la privacy.

Edmodo è molto più di questo, però, perché può essere usata per la collaborazione con le famiglie (in molte primarie americane i genitori hanno accesso alla piattaforma e sono coinvolti nel dialogo educativo in qualche forma), ma soprattutto per far rete fra colleghi.

Nel web esistono molti gruppi di docenti legati da un interesse comune. Nell’immagine, a sinistra, si vedono quelli cui mi sono iscritta. Chiunque si iscriva come insegnante entra di diritto nel gruppo dei principianti di Edmodo (“New User Group”) e riceve supporto pratico dal gruppo (se non sai come risolvere un problema, poni una domanda ed entro qualche ora qualcuno ti risponde).

ribloggato da…

 

Ecco alcuni possibili gruppi di grande interesse pratico:

1) il tuo Consiglio di Classe

2) i docenti della tua disciplina della tua scuola

3) i docenti italiani che usano Edmodo….. eccetera

Io non sono un’esperta e sto aspettando di capire se insieme al prossimo registro elettronico arriverà anche una piattaforma digitale di Istituto, altrimenti in autunno farò il possibile per avviare una sperimentazione di Edmodo sistematica ed approfondita, nel Liceo dove insegno.

Video mon amour

ribloggato dal sito di

Come utilizzo i video 1 : attività intorno ad un cartone animato e una canzone

Tag

, ,, 

Ho costruito questo percorso partendo da un film d’animation che ho avuto la fortuna di intercettare appena uscito in Francia, nell’ottobre 2011, distribuito in Italia solo di recente, quindi, all’epoca, sconosciuto per gli alunni.
Il film è “Un Monstre à Paris”. Molte informazioni su questo lungometraggio d’animazione possiamo trovarle su Wikipedia
(it) http://it.wikipedia.org/wiki/Un_mostro_a_Parigi
(fr) http://fr.wikipedia.org/wiki/Un_monstre_%C3%A0_Paris
(ingl) http://en.wikipedia.org/wiki/A_Monster_in_Paris

Oppure in siti specializzati sul cinema come, ad esempio, AlloCiné
http://www.allocine.fr/film/fichefilm_gen_cfilm=112337.html

Questo è il percorso che ho costruito, per attività di orientamento e classi del biennio, ma adattabile in tanti modi a varie situazioni, soltanto con un po’ di fantasia. Non mi dilungo a spiegare a livello didattico tutti i passaggi (ora mi ci vorrebbe troppo, ma col tempo…) perché ogni insegnante di lingue sicuramente saprebbe come fare e anche perché non esiste secondo me un metodo universale valido sempre: ognuno deve sviluppare un “suo” metodo… potrei fare questa riflessione in un post…

Attività

Étape 1 : per introdurre l’attività e contestualizzare i materiali da presentare attraverso i video, trovati su Youtube, ho utilizzato uno dei trailer del film, ripetendo la visione un paio di volte, la seconda offrendo il testo che, non conoscendo opportuni supporti tecnologici adatti, ho trascritto in modo artigianale ascoltando più volte la stessa sequenza.

Étape 2 : subito dopo, sfruttando un frammento che è nel trailer come spunto, ho presentato la sequenza del film in cui c’è la canzone principale, “La Seine”

Étape 3 : a questo punto ho focalizzato l’attenzione sull’interprete della canzone, Vanessa Paradis, ed ho ripresentato lo stesso brano ma, stavolta, nella clip ufficiale, in cui compare l’interprete, questo per manentenere desta l’attenzione e non diminuire la curiosità ripetendo sempre lo stesso video.

Étape 4 : dopo aver ascoltato già due volte la canzone, magari anche avendo ripetuto ulteriormente uno dei due video precedenti, è arrivato il momento di concentrarsi sul testo della canzone per farne una comprensione più puntuale e dettagliata. Il video con la musica e le parole presenta degli errori, questo perché che io avrei potuto evitare, creando una cosa simile da sola. Comunque il tutto è utilizzabile ugualmente, scatenando una piccola “caccia all’errore”.

Étape 5: avendo preso consapevolezza del testo della canzone ed avendo, dopo vari ascolti, memorizzato la parte musicale, si può essere pronti per scatenarsi in un karaoke, anche qui con qualche errore nella trascrizione del testo, ostacolo ormai superato dalle attività svolte precedentemente.

Il percorso descritto, considerando la durata dei video, può essere sviluppato in circa 50/60 minuti, per rendere incalzanti le attività, ripetendo comunque i contenuti più volte, in forma diversa, quindi non lavorando superficialmente.

Io ho avuto la fortuna di poter utilizzare un laboratorio linguistico con cuffie e monitor collegato al computer della consolle, ma potrebbe essere utilizzata anche una LIM.
I testi  del trailer e della canzone che ho trascritto li ho distribuiti fotocopiandoli, altri esercizi (sul lessico, le strutture grammaticali, elementi di civiltà) li ho creati “su misura” in funzione delle classi e dello scopo da raggiungere, utilizzandoli un po’ alla volta, successivamente.

Riflessioni


Molto utile è stato anche presentare il sito ufficiale del film da far scoprire dopo aver incuriosito e un po’ appassionato chi ci ha seguito, utilizzando i materiali offerti in vari modi, per lavoro individuale o di gruppo, da sviluppare in base agli interessi e le necessità che emergono durante le lezioni.

Uno spunto molto versatile con vari livelli linguistici, attraente per i più piccoli, ma anche per chi, pur credendosi più grande, riesce comunque a seguire con piacere un “film d’animation”, con vari elementi di civiltà utili in diversi tipi di corso, da approfondire e riutilizzare, con parti in inglese ottime per un approccio plurilingue come invito alla conoscenza e la valorizzazione di tutte le lingue e culture “straniere”.

In questo lavoro, secondo me, è particolarmente importante svelare le tappe con calma, non avere fretta, utilizzando una tecnica che definirei del “dire e non dire”, facendo intravvedere che ci sarà qualcosa dopo, qualcosa di più che non si immagina, senza svelarlo, per tenere sulla corda chi si ha davanti e non far scendere il livello di attenzione e di interesse.

Avanti c’è posto

ribloggato da sabina minuto

Oggi rifletto sul senso del lavoro svolto in questo laboratorio, almeno dal mio punto di vista, e sulle idee che ne ho tratto.

Dividerò le riflessioni in due parti:

1 Ciò che ho imparato

2 Idee che voglio sviluppare

Uno

Ho aperto un blog, enorme conquista per me;

ho imparato ad usarlo e a gestirlo (ed ogni giorno ne so una nuova);

ho imparato cosa è il linguaggio HTML e cosa sono i file OPML;

ho imparato cosa sono gli aggregatori di feed e ora li uso;

ho imparato ad usare metodi di scrittura collaborativa online (Piratepad esempio)

ho sperimentato molte idee nella didattica di tutti i giorni con i miei poveri studenti;

ho conosciuto colleghi, realtà, progetti, idee;

ho confrontato le mie opinioni con quelle degli altri;

ho letto interesanti articoli e contributi dai blog di tanti colleghi

ho annotato molte cose da fare e un elenco di siti da esplorare con calma;

ho sperimentato un corso MOOC per la prima volta,

ho imparato ad usare i video e i file audio nella didattica;

ho stimolato qualche collega raccontandogli la mia entusiasmante esperienza.

Due

Ho deciso di sperimentare la flipped classroom in toto l’anno prossimo, dopo i primi tentativi (ben riusciti però) di queste settimane;

ho deciso di prepararmi meglio quest’estate sulla didattica on line e sull’uso dell’Ipad per essere pronta (se così sarà) per settembre;

ho deciso di approfondire la conoscenza delle neuroscienze e della didattica collegata;

ho idea di tenere ancora i contatti con i colleghi conosciuti virtualmente perchè vorrei che l’esperienza non morisse qui;

mi piacerebbe, come suggerito da Antonella per altra materia, avviare un blog comune sulle piattaforme di e-learning e sulle metodologie labolatoriali con altri a cui interessa l’argomento.

Per ora tutto qua.

Applicolandia

Il mondo odioso (ma non solo) delle app…

mondo ipad

consumismo terrorista

Cronaca di un Consiglio ordinario

Stasera c’è il Consiglio d’Istituto.

Non ci siamo tutti, però c’è comunque il numero   legale.

Dopo la lettura e relativa approvazione del verbale scorso (fatto a febbraio per l’approvazione del  programma), il Presidente legge l’ordine del giorno e si parte con l’approvazione del Consuntivo esercizio finanziario appena chiuso.

Continua a leggere

Partecipo per partecipare

Tra essere e diventare c’è il fare

Questo è un cMooc dove per lo più insegnanti o aspiranti tali si cimentano in pratiche tecnologiche a fini didattici.

Molti di noi fanno l’insegnante, per l’appunto.

Qualcuno lo farà al meglio, altri saranno sulla via per migliorarsi, altri ancora  alla ricerca dei loro bisogni prioritari.

Tutto questo io immagino l’avremo espresso nei nostri post, nei nostri commenti, nelle nostre iniziative e ricerche.

I grandi tag di questo luogo quindi sono educazione, scuola, insegnamento,  primaria, secondaria, primo grado, secondo grado, università, formazione, invalsi, doposcuola, tempo pieno, infanzia, calendario scolastico, gruppi di lavoro, open day, curriculum, e-portfolio  e così via…

E poi ancora italiano, matematica, fisica, chimica, filosofia, storia, geografia,dislessia, disturbi specifici dell’apprendimento, mappe mentali, mappe concettuali, didattica metacogitiva, metacognizione, down, iperattivismo, sostegno, diritto allo studio, autismo, ipovedenti  e così via.

Questi tag dovrebbero esserci più o meno tutti nel nostro elenco elaborato in piratepad.

Là naturalmente ce ne abbiamo messi molti altri; è il nostro segno distintivo, la nostra carta di identità, il nostro biglietto di ingresso in questo villaggio, come l’abbiamo chiamato fin dall’inizio.

Alcuni di noi più che fare, sono, nel senso che è la loro formazione  scientifica/formativa  che li definisce tali.  Tutti invece partecipiamo del diventare  qualcosa (e non qualcuno) attraverso la pratica, l’esercizio, la prassi, il confronto, lo scambio, l’esplorazione, la curiosità, la ricerca, l’investimento del proprio tempo…

Ecco che si è definito la differenza etimologica  tra  l’essere, il fare e il diventare.

Per essere non occorre avere fatto, per fare (bene)  occorre essere, e per diventare occorre  essere e avere fatto.

Scusate, ma la mia formazione filosofica mi fa indagare sulle parole che per me sono la vera materia del sapere (un sapere astratto teorico che però vive di riferimenti pratici)

Chi tra noi viene da una disciplina prettamente pedagogica,  avrà il focus  sulla struttura psicologica ed evolutiva del bambino.

Chi tra noi viene da una disciplina scientifica  e non umanistica, avrà il focus  sulla struttura chimico-fisico-biologico-molecolare   dell’organismo umano, concepito come una macchina che deve essere messa nella possibilità di funzionare al meglio.

Chi tra noi viene  da una disciplina tecnica  sarà portato  ad  osservare/individuare i problemi  come tanti algoritmi che già includono in sè la propria risoluzione.

Infine, chi tra noi viene da una disciplina  artisitica e creativa, sarà invece portato allo  sviluppo della fantasia, dell’immaginazione e della ricerca  di nuove forme espressive.

Esistono anche saperi che sono mescolanze di queste tipologie; per esempio architettura è sia tecnica che artistica, sempre orientata alla creazione del bello sposato al funzionale, e medicina è sia scientifica che umanistica, perchè non ci si può occupare della  salute dell’uomo senza sapersi occupare dell’uomo stesso.

Che cosa intendo dire con questo discorrere?  Che la pluralità è una bella cosa, è un arricchimento, permette di integrare il proprio punto di vista con quello altrui, permette di allargare quindi le proprie opinioni, ci fa incontrare similitudini e contrasti, e ci allena alle diversità.

Sono quindi …;  faccio  perchè…;   divento  quello che….

Metterei l’essere all’inizio della piramide, quindi nelle sue fondamenta;  seguito dal fare, fare e ancora fare; la cima della piramide è il diventare.

Ecco i miei tag preferiti.

 

 

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Non amo che le rose che non coglietti

La Voce dell'Outsider

There is always something to be thankful for in your life. Being alive is absolutely one of them!

Terracqueo

MultaPaucis

Povertà e Ricchezza

OSARE RENDE LIBERI

Chiavari EMOZIONI tra Caruggi e Portici

Da un'Emozione nasce un Disegno da un Disegno un'EMOZIONE

Paesaggi dell'Anima

Gallerie da Vinci

AppuntArti

Conoscere l'arte attraverso mostre, eventi e visite culturali, libri, film e spettacoli

Memoria Narrante

Libri di Giuseppina D’Amato: Il mio tempo, un’adolescente negli anni ’60; Le favole dentro la borsa. Storia di Lin. Dove nasce la poesia, rinascita. Il mio tempo, gli anni ’70. La viandante dentro il lapislazzuli. Come la marea; Il profumo della passione.

DIALOGHI APERTI

Un bambino che legge è un adulto che pensa

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

- Radical Ging -

Tempo riposato Tempo guadagnato

PAROLE LORO

"L'attualità tra virgolette"

Picture live

Vivir con amor

Monica Fortino

Educare all'apprendimento

Il mio giornale di bordo

Il Vincitore è l'uomo che non ha rinunciato ai propri sogni.

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

stupendizia

C'è poco da spiegare...basta leggere.

La testa ben fatta

«Meglio una testa ben fatta che una testa ben piena» (Michel de Montaigne)

Destinazione mondo 20

Blog di viaggi di Angelica e Christian

Arringo

BLOG DIDATTICO_PROF.SSA CRISTINA GALIZIA . Didattica, scrittura creativa, letteratura, attualità nella scuola secondaria di I° grado

Iris e Periplo Review

Tutte le mie recensioni

Musica&Parole

MUSICA&PAROLE by Cresy

Solo lapbook

Il primo sito italiano dedicato ai lapbooks

Sirena Guerriglia Blog

... e guizza il pesce che sono.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: