Archivio mensile:aprile 2013

Un mosaico di energia

Visitando i vostri post e commenti vari  mi sono fatta un itinerario di studio personalizzato (ma non troppo).

Maestro a parte, faro illuminante e punto fermo,

Ecco una serie di campi  (per me)  tutti da approfondire/sperimentare

e poi  mi sono fermata per non scoraggiarmi troppo.

Per il momento la felicità supera la preoccupazione (dell’impegno).

La felicità che voglio  condividere con voi, perchè è bello imparare, per lo meno avere l’occasione.

Prima, quando non c’era la rete, eravamo tutti più stupidamente ignari, nel senso che ignoravamo senza avere gli strumenti (facili) per uscire dall’ignoranza  (parlo per la persona che si appresta a …)

Oggi, con la rete, di sicuro possiamo decidere di rimanere ignari, ma di sicuro possiamo decidere di fare qualcosa per non esserlo più…e  ci pare poco???

Siete tutti meravigliosi, anche quelli che non ho citato (praticamente quasi tutti) solo perchè siamo tanti, solo perchè io non ho l’energia per arrivare a tutti e a tutto,  solo perchè lascio fare in parte al caso,  e solo perchè voi abbiate a comprendere che ognuno di noi è un tassello tacito ma presente, un qualcosa di piccolo dentro un mosaico CHE è IL VERO MOTORE  dove ci sono pezzi grandi e pezzi minuscoli, ma tutti parte della cosa grande che è una sola. Il Nostro Villaggio

Il mio prossimo post sarà dunque sul fare.

Imparare facendo dopo avere osservato qualcuno che ha fatto e spiegato prima di te.

🙂

Una terrazza fiorita

Un’insegnante di matematica, una di lingue straniere , una di  lettere, una esperta in linguaggio informatico, una di  non so che cosa, ed altri vari,  per avere l’ottica di tutte le discipline.

I gruppi in parte si formano per caso; ci si comincia a conoscere  con qualche commento o qualche mi piace; il tempo, le affinità  e la concentrazione  fanno il resto.

Così eccoLi tutti qui alcuni  miei vicini di casa.

C’è Antonella  Rubino  con tutta la vitalità dei suoi splendidi anni,   c’è  Claude  con la sua immensa professionalità e competenza, c’è  Grandipepe   che non ho ben capito che lavoro faccia, ma mi piace la sua poliedricità ed il suo entusiasmo,  c’è Mafaldina (nome d’arte)  che so essere una valida ed esperta insegnante di classici e non solo…,,; non poteva mancare un rappresentante del sesso  opposto, e dunque ecco Costantino,   poi  Luisella che insegna inglese nella nostra meravigliosa Toscana, e poi c’è  Maurizio  che intitola il suo blog Zio maestro, Anna Rita che mi sembra alla perenne ricerca di se stessa, e  Nicoletta  con un percorso di lungo raggio;   datemi ancora qualche giorno per approfondirne   altri…(già li ho  intravisti, è solo questione di organizzare al meglio  il mio terrazzo pieno di  fiori  colorati  che ci accompagneranno nelle nostre occasionali e sicuramente  proficue  chiacchierate…)

Tra mille impegni fuori di qui, ed il fermento del nostro grande maestro che vedo che in questi giorni tace, forse proprio per darci il tempo di non schiantarci al suolo di questo incerto fine d’aprile,  ce la farò, ce la farò  a mettere  la giusta  attenzione  alle nostre necessità,  o  ” miei  carissimi viandanti di percorso...”

Ho notato che molti non hanno messo le loro identità, nel senso, due parole per dire chi sono e cosa fanno…; sarebbe invece  la prima informazione utile che aiuta anche a riconoscerci…lo dico anche per me che infatti mi sono identificata solo dopo avere cominciato a postare.

Certo, tempo al   tempo  (ormai manca pochissimo) e il nostro villaggio troverà le sue  tracce, le sue abitudini, il suo essere unico e diverso dagli altri.

Non importa quanto si riuscirà a fare, ma perchè lo faremo e come.

Domani penso di  andare nella casa vicino al mare, a finire certi lavori. E non so se riuscirò a connettermi con la rete wireless.

Ci proverò, giusto per non perdervi completamente di traccia.

I compiti li ho fatti tutti, anche il programma notepad++ finalmente si è deciso a funzionare.

: _)) (eh eh eh  chi la dura la vince)

La sola cosa che forse non funziona come dovrebbe è il tempo, davvero ancora   ballerino.

Ciao  a tutti, stacco e passo.

Una scuola alternativa

Oggi voglio raccontarvi  di quando ho insegnato. Divago un poco dal contingente.

L’anno scorso ho avuto la possibilità di tornare nella scuola, dietro la cattedra, dopo molti anni di  retrovia.

Fresca di master, un piccolo stage che mi aveva riossigenato le cellule della docenza, e tanta voglia di ricominciare un filo interrotto.

Ho avuto la fortuna di avere un incarico minore, che mi ha permesso di riprendere il campo a piccoli passi, con tanto tempo per recuperare tutto quello che mi ero persa andando a fare cose secondarie. Un incarico di insegnante alternativa alla religione cattolica.

24 ore  di puro testo libero o quasi.

Vi prego, non mettetevi a sogghignare!!!

Non mi dite che anche voi siete di quelle maestre che trattano le colleghe di completamento come colleghe di serie b!

Io me la sono propria goduta; pochi  alunni, tutti speciali ai miei occhi, poco stress, nessun genitore che viene assillandoti sul proprio bambino che fa quello o quell’altro, o che secondo loro  non viene compreso, nessuna collega rompiballe che  vuole  intrufolarsi nel tuo lavoro solo per avere più spazio per il suo o per avere più spazio per fare altro.

Perchè la realtà quotidiana delle nostre scuole è più o meno questa; qualunquismo molto, professionalità poca, voglia di collaborare rara.

Ecco perchè dentro qui ci veniamo volentieri; perchè qui siamo  tutti gentili, qui si impara sul serio, qui si ama l’insegnamento, qui si rispetta il bambino.

E’ stato per me un anno di prova. Superato pienamente.

Però mi è rimasto nello stomaco il tarlo  della classe, di potere tornare dentro una classe intera.

E se  con l’inizio del nuovo anno mi chiameranno per primo ad insegnare, dirò di sì, mettendo da parte il mio possibile rinnovato ruolo di direttore.

Ma chi me lo farebbe fare, visto che di là si guadagna meglio? (domanda lecita)

Perchè come insegnante io ho più possibilità d’essere creativa.

Il buon senso potrebbe  ribattermi : “ma che stupidaggine!!!”

Forse, ma quando si insegna non si sa quello che ci riserva la giornata, mentre quando si amministra più o meno lo si può immaginare. E questo mortifica. Uccide lo spirito.

E poi   c’è il piacere di stare coi bambini, o coi giovani, dipende dai contesti…che sono sì difficili, che sono sì faticosi, ma sono come un qualcosa che ci sfida, che ci reclama, che ci chiede aiuto.

E a me è sempre piaciuto sentirmi utile.

E poi ancora quando si insegna si forma, si fa formazione, formazione e formazione, che vuol dire che imparare è un diritto, un bisogno, una richiesta presso che legittima e scontata, quasi garantita.

Che poi non è vero neanche questo: siamo insegnanti ma ci dobbiamo formare segretamente, a nostro dispendio, per non gravare sull’orario di classe e per non dovere sentire un dirigente che ci potrebbe dire  di no, a suo libero arbitrio.

Non importa; noi siamo un pò mattarelli e ci piace così  : -))

Quello che ho fatto/compreso

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Ho cominciato per così dire a studiare con calma.

Ecco in breve le mie osservazioni:

  1. abbandono l’idea di potere vedere tutto, non è possibile
  2. mi riservo di non farmi prendere dal panico o da altro, con calma arriverò a qualcosa di accettabile
  3. scopro varie utilità come l’uso del blocco note come foglio di brutta o di sperimentazione
  4. scopro  questa pagina che mi guida sulla comprensione della manipolazione del codice, passo fondamentale  per questo corso   giocare col codice
  5. scopro dei passaggi che probabilmente troveremo più avanti come l’utilità di twitter, e che per questo non voglio riportare adesso
  6. scopro un link dove si parla di noi, o meglio, di questo lab appena iniziato chi parla di noi  ma che ha alle spalle una gemma che l’ha generato
  7. ho modo di riflettere su come comportarmi quando lascio un commento se voglio che il commento risulti  firmato in toto o risulti trasmesso ad altri socialnetwork
  8. divento pazza con notepad++  che non vuole saperne di mettersi in esecuzione sul mio pc, ma prima o poi ci riuscirò a vedere gli html  ben visualizzati
  9. concettualizzo  cosa sono i trackback ossia i link di ritorno (io cito te e tu di rimando mi riciti)
  10. scopro che la barra degli attrezzi può essere personalizzata (utilissimo nella sua semplicità)
  11. ho aggiunto kidblog tra i segnalibri e molto altro ripromettendomi di andare a guardare nel momento del dunque (ossia quando le cose dovessero effettivamente servirmi) come ci ha illustrato Soudaz
  12. individuo  dei nomi da andare a visitare  (  c’è l’imbarazzo della scelta e purtroppo dovrò sceglierne alcuni e non tutti)
  13. scopro varie pagine preziose ma non posso riportarle tutte e dunque ne riporto solo una  come   Consapevolezza della propria identità nella rete
  14. comprendo di dovere fare molti esercizi di assestamento, magari adesso che ci saranno un pò di giorni di festa in arrivo, ne approfitterò per fare i compiti  : – ))
  15. comprendo che nella rete gli utenti “professionisti” del campo, come mi viene di chiamarli, hanno una loro etica, un loro intendersi per piccole parole, piccoli segni, come se non avessero fiato da sprecare, (e lo credo, con la mole di  contatti da doversi gestire!); occorre adottarlo  se si vuole mettersi in sintonia, e questo è più che prioritario per chi non solo non  ha tempo da buttare,  ma soprattutto  umanità da disperdere, perchè è vero, dietro ogni indirizzo, traccia o altro c’è una persona che vive, sente, si impegna, cerca soluzioni e cerca di essere utile, ossia c’è un tesoro da coltivare

Come sempre grazie a tutti, adesso stacco, ho una vita fuori di qui che mi reclama,  ma  domani riprendo…  : -))

Primo: capire

Bene, è venuto il momento di dire qualcosa di più.

Io sono una maestra, nasco con questo titolo. Insegno per un pò,  ma il destino poi mi allontana  da questo lavoro.

Nel frattempo metto su famiglia facendo altro.

Mi laureo cammin facendo, scopro il web, comincio a bazzicarlo ignorando chi ne parla con diffidenza, più perchè non lo conosce che perchè lo frequenta.

Non mi fermo; continuo a fare formazione, per me vale come l’ossigeno che respiriamo, e faccio alcuni master  tra cui l’ultimo  sulla didattica metacognitiva alla IUL line university di Firenze.

Mi reinnamoro dell’insegnamento e rientro nel  profilo con una nomina annuale.

Esperienza molto positiva,  dove i miei alunni mi hanno dimostrato apprezzamento.

Allora sono pronta a continuare,  ma mi capita un compito  improvviso  di direttore.

E’ un lavoro riconosciuto, dove guadagno di più, dove posso avere maggiore autonomia.

Però non voglio rinunciare del tutto alla possibilità di avere a che fare con la scuola rimanendo   dalla parte della cattedra, in qualche modo.

Per questo non mi stanco mai di apprendere, perchè io stessa mi sento un’alunna perenne.

Il mettermi dalla parte dei ragazzi   mi impedisce di considerarmi arrivata, di fossilizzarmi, di chiudermi, di arroccarmi, di ….

Mi piace considerare la rete come un’ innata  aula tecnologica  senza porte e finestre. Io ci entro ogni giorno in questo recinto senza muri, sia come insegnante che coma apprendente.

Sono un’insegnante nel momento in cui la mia presenza dice qualcosa a qualcuno; sono un alunno nel momento in cui gli altri dicono/raccontano/trasmettono   qualcosa a me.

E questo è tutto.

Tutti noi siamo, io credo, chiamati ad essere le due cose insieme, al di là del nostro profilo professionale.

Per esempio, nel mio lavoro di direttore ho dovuto in pochissimo tempo imparare una marea di cose, anche molto complesse,  ma nello  stesso tempo ho insegnato a me stessa e a chi mi ha osservato e vissuto, che il volere è potere e che non bisogna mai arrendersi ai problemi iniziali, per quanto preoccupanti.

Non avevo dei siti da consultare però ho recuperato file multimediali  di elaborazione dati utilissimi e mi sono servita molto del telefono, che se avessi avuto un ufficio più adatto, le telefonate sarebbero potute diventare delle  chat piuttosto che dei contatti skype o molto altro ancora.

Come genitori insegniamo ai figli, come  persone insegniamo  al prossimo, come responsabili insegniamo  a chi ci chiede su come orientarsi…

Certo, il luogo principe e tradizionale  in cui si insegna è l’aula, è la classe.

E che si   possa farlo meglio con l’uso delle tecnologie è assodato.

Fanno guadagnare tempo (all’inizio un pò meno ma poi si recupera); creano collaborazioni che diversamente non esisterebbero; forniscono supporti pressochè miracolosi nella conquista dell’interesse da parte degli allievi.

Sto leggendo i nostri post   , datemi l’occasione  per scoprirli nella loro varietà e ricchezza, e poi  avrei già individuato alcune domande (molte), alcune riflessioni che avrò bisogno di raccontarvi.

Datemi la possibilità  di fare un pò di esperimenti, sui feed, sui link,  sui vari programmi che si rincorrono, per capire abbastanza di che cosa stiamo parlando  e per scoprire i problemi su cui potremmo andare ad approfondire.

Datemi insomma  il tempo per fare un pò di ordine in questo maremagnum davvero disordinato e caotico, e così spaventosamente stimolante.

A proposito, la fila al caffè del mulino era veramente lunga,  ma alla fine ha soddisfatto tutti, tutti pronti a tornarci….

La tentazione

La tentazione sarà fatale.

Nonostante l’inbranamento io penso che mi butterò:  datemi un paio di giorni e forse il mio blog cambierà faccia (spero che però non si debba poi ammalare di morbillo, no, di quella malattia orribile che ci si riempie di macchie orribili…) ??!!

Il fatto è che sto leggendo i vostri blog e mi fate diventare nera d’invidia…

Voi sapete così tante cose ed io stavo qui a cincischiarmi con le mie solite chiacchiere…

Imparare, imparare e ancora imparare, ecco l’imperativo categorico.

Domani arrivano i revisori, li faccio secchi, e così potrò dedicarmi con più serenità a questo gioco.

Ma certo,  chiamiamolo pure gioco.  Se i bambini sono una cosa estremamente seria, lo sono anche i giochi, ed io prendo molto sul serio questo bellissimo  oggetto che è la nostra casa comune sulla rete.

A poco a poco sto sbirciando, qui e là,  ma ci vuole tempo; siamo tanti, ma non voglio dire che siamo troppi. Sulla rete non saremo mai abbastanza…

Grazie, grazie, grazie a tutti.

Cosa intendo per…

Vista della Valletta vecchie strade di città. Malta Archivio Fotografico - 8497977

Ciao a tutti.

Vorrei fare con voi  due chiacchiere, come dei bravi amici che si ritrovano al caffè sotto casa prima della ritirata o prima di andare a fare le ore piccole…

Quando scrivo un post, quando in genere mi metto a scrivere un nuovo articolo, lo faccio quasi sempre perchè amo la scrittura.

Scrivere mi rilassa, mi fa ritrovare la parte migliore di me, e mi mette in sintonia con la parte migliore degli altri.

Almeno così io percepisco la cosa.

Poi il post finisce, lo pubblico, chiudo il computer e vado a fare altro.

Mentre che la vita  ordinaria procede per la sua strada,  ogni tanto ripenso al mio post che sono andata a mettere sulla rete, e mi assale a volte (spesso) la preoccupazione  d’avere scritto cose non intelligenti, se non proprio intelligenti, almeno accettabili.

A volte mi riprometto di andare a correggere certe parole e certe espressioni che ritengo d’avere lasciato  troppo frettolosamente , o che ritengo potrebbero essere equivocate.

E poi scrivere non è una cosa che finisce lì.

Io riscriverei la stessa frase sempre in modo diverso. Sono certa che potrebbe essere sempre migliorata, completata, se non addirittura  trasformata.

Lo so, non siamo qui per discutere su come si scrive; siamo qui per scambiarci competenze, dubbi, risorse, testimonianze, piccole cose di tutti i giorni legate al nostro lavoro, legate al quotidiano; siamo qui per scoprire cose sulla rete, attraverso la rete.

Siamo qui perchè qualcosa ci ha portato giocosamente a farlo. In primis la nostra innata curiosità.

Mi piace la serenità dei maestri  che  mettono a loro agio i loro allievi. E  mi piace la freschezza dei giovani  che  parlano sapendo d’avere il mondo davanti. E mi piace  conoscere persone nuove che hanno voglia di mettersi in discussione.

Sapete cosa vi dico ancora, per oggi? Che il mio alloggio è quasi pressochè a posto; i mobili essenziali li ho messi, qualcosa si aggiungerà cammin facendo. Ma solo se dovesse diventare un  luogo di incontro tra me e voi,  allora sarà servito a qualcosa farlo.